Taranto, Capitale della Magna Grecia, nel passato e nel presente, allo stesso tempo. Il simbolo, l’icona di questa concezione e fregio è senza dubbio Il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Il MarTa è la magnifica, immensa casa dei migliori reperti archeologici della Magna Grecia. Il MarTa è la quintessenza della Magna Grecia, lo scrigno che racchiude le gemme preziose. Situato in pieno centro, l’ingresso del museo è in via Cavour nr.10, ma il palazzo stesso occupa un intero isolato, circoscritto tra via Pitagora e Corso Umberto.
Leggendo dal sito ufficiale del museo, sappiamo che la fondazione ufficiale è avvenuta nel 1887, “ed occupa sin dalle origini l’ex Convento dei Frati Alcantarini, o di San Pasquale, costruito poco dopo la metà del XVIII secolo. Il fervore edilizio che si mobilitò nei decenni finali dell’Ottocento a Taranto portò alla scoperta fortuita di un’ingente quantità di oggetti, spesso di grande pregio artistico e di elevato valore”. Il primo grande direttore museale di Taranto è considerato Luigi Viola, che si occupò personalmente di tutelare gli sterri e le riesumazioni del materiale archeologico che contraddistingue il museo tarantino. Il 4 aprile 1963, dopo un periodo di ammodernamento e ricollocazione dei reperti, il rinnovato Museo di Taranto venne inaugurato con la presenza importante dell’allora Presidente della Repubblica Antonio Segni.
“A partire dagli anni Novanta, tuttavia”, si legge sempre sul sito del MarTa “la ex Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia diede inizio a una lunghissima fase di ristrutturazione dell’edificio e completo riallestimento delle sale. Il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha potuto ultimare l’allestimento del piano superiore nel luglio del 2016”
Dall’avviamento della gestione autonoma del MarTa, la direttrice è ad oggi Eva Degl’Innocenti, fiorentina ormai legata indissolubilmente alla città dei due mari, che ha saputo portare una visione illuminata dell’ambito museale, riuscendo ad avvicinare tanto i turisti quanto gli stessi tarantini alle bellissime sale del museo, rendendo il MarTa uno dei simboli vivi e pulsanti di Taranto.
Entrare al MarTa è come trovarsi dentro un tempio moderno. Le luci, i colori, si respira sacralità e rispetto, amore per l’arte e per la storia. Il tragitto nella storia magnogreca sarà un’esperienza intensa e totalizzante, anche per chi non è un cultore dell’antichità. Si viene accolti nell’atrio principale, contornato dalle varie aree tematiche come il laboratorio didattico e creativo, le sale per le mostre temporanee, e un consiglio spassionato è di passare del tempo nel curatissimo Chiostro Centrale, anche solo per un momento di meditazione: la tranquillità e l’equilibrio del Chiostro (ex Convento degli Alcantarini) vi metteranno nel giusto mood per affrontare le esposizioni.
In tutte le sale si respira davvero la Storia, perché ogni frammento della vita di Taranto è ripercorso attraverso mosaici, manufatti, statue, quadri, gioielli, vecchie armi, anfore, tombe. Si passeggia attraverso i secoli.
L’itinerario consigliato è di partire dal secondo piano, dove si scoprirà di più sulla preistoria e protostoria di Taranto, con la narrazione mitica della fondazione della città ad opera di Falanto. Ci si inizierà poi ad affacciare al mondo magnogreco, sezione che si sviluppa al primo piano e sarà sempre più magico ed emozionante. Navigherete in mezzo a vecchie monete del conio tarantino con il famoso eroe sul dorso del delfino, vedrete le figurine votive esposte dai tarantini nelle aree sacre e nella necropoli, vi sbalordirete davanti alla Tomba dell’Atleta e alla sua storia sportiva che sfiora il mito e tocca persino corde noir, dato che si presume che l’Atleta di Taranto sia stato avvelenato per impedirgli di vincere l’ennesima competizione sportiva.
Ogni reperto catturerà la vostra attenzione, e senza nemmeno accorgervene finirete per arrivare alla Taranto dominata dai Romani e alla città nel periodo tardoantico e altomedievale.
Una delle sezioni più acclamate è senza dubbio quella degli Ori di Taranto, custoditi con la massima cura e devozione. Monili millenari, intarsiati e impreziositi dalla manualità orafa del periodo ellenistico e greco, gli Ori di Taranto sono reperti unici nel loro genere. I più famosi della collezione sono senza dubbio il Diadema, gli Orecchini a navicella e a testa di leone, lo Schiaccianoci e la Teca d’Argento, che sono stati anche esposti nel Padiglione Italia di Expo 2015 a Milano.
Oggi il MarTa è un museo in piena crescita, che segnala un costante aumento delle presenze e dei visitatori, ma soprattutto la direttrice Degl’Innocenti è riuscita a riportare questo bellissimo museo nel cuore dei tarantini, proponendo anche mostre temporanee di tutt’altra estrazione, come ad esempio quella recente dedicata a Kevin Cummins, Joy Division & Beyond, o con laboratori didattici per incentivare gli studenti delle scuole tarantine ad approfondire la Storia in forme più dinamiche e più coinvolgenti.
Il MarTa è una visita imprescindibile, per capire meglio e amare questa città.
Viale Virgilio 113, Taranto, Puglia, 74121, Italy